Le rocche della bisnonna!

Metti una domenica di metà ottobre, metti un pomeriggio soleggiato in campagna, metti che la nonna si è messa in testa di eliminare qualcosa per fare spazio, metti che vada nella roulotte e prenda due enormi sacchi e li porti in cortile. Metti che la bisnonna aveva il vizietto di farsi regalare dalle amiche magliaie le rocche di lana arrivate quasi al termine. Metti che le rocche sono così belle che non se ne parla proprio di eliminarle. Metti tutti questi ingredienti insieme e aggiungici un bambino di due anni. Ne verrà fuori un bellissimo pomeriggio passato a osservare il bambino giocare in autonomia per quasi quattro ore senza mai fermarsi, una nonna sorridere nel vedere il nipote divertirsi, uno zio ritornare bambino e giocare anche lui dopo una lunga giornata di lavori, una mamma felice di vedere il suo bambino felice, uno spirito che aleggia sopra tutta questa meraviglia. Neanche a dirlo che Pietro si è divertito tantissimo a impilarle e fare delle altissime torri, a farle crollare, a creare delle forme e mettercisi dentro, ha fatto un parcheggio per la bicicletta, usate come cannocchiali e come telefoni senza filo, le abbiamo messe sulle orecchie e ci abbiamo sentito il treno dentro, e infine abbiamo giocato al negozio delle rocche ed esercitato il riconoscimento dei colori!

 

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6 Responses to Le rocche della bisnonna!

  1. Daria says:

    Stupendo tutto! Le rocche e Pietro! Ma una domanda mi sorge spontanea: cosa pensi di farci con questi filati? 🙂

  2. Tiz says:

    Mi chiedevo la stessa cosa… Ne hai abbastanza sia per farci giocare Pietro che per farci qualcosa… Io ho riscoperto il calore della lana l’anno scorso… altroché felpe, pile e piumini!

    Comunque mi hai ricordato di quando io giocavo con le rocchette di fili di mia mamma o con i bottoni (quelli tolti dalle cose ormai da buttare, ma i bottoni si conservano)… e poi ci hanno giocato Tabita e Luca…

    E pensare che c’è chi dice che i figli costano tanto… sai, solo di giocattoli…

    • laveraarte says:

      Anche io ricordo la scatola dei bottoni di mia mamma, il mio gioco preferito e anche quello più proibito perché mia mamma (che è sempre stata poco montessoriana) non gradiva che io ci mettessi le mani dentro… mi piacevano talmente tanto che alcuni, i più belli, me li ricordo ancora. Sto valutando cosa fare con questa lana, il filato è molto sottile e io non ho pazienza di lavorare con i ferri del 2 o del 3, però potrei metterli insieme e fare un filo più grosso, vedrò! E soprattutto spero di trovare il tempo per farci qualcosa….

  3. Barba... says:

    Che bello Pietro e come si diverte!!! E’ proprio vero, a volte l’essenziale è invisibile agli occhi ed i nostri cuccioli ce lo mostrano ❤

  4. benedetta says:

    Che invidia 🙂
    Se sono troppo sottili puoi lavorare a più fili e farci dei maglioni

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