Autosvezzamento | un anno dopo




E’ già passato quasi un anno da quando abbiamo cominciato a svezzare Pietro, ma mi sembra ieri quel giorno in cui per la prima volta ho portato alla sua bocca un cucchiaino di qualcosa altro dal mio latte. Per tutta la famiglia è stato un momento memorabile, erano tutti felici tranne me. Ho vissuto quel momento con molta ansia e devo ammettere che la sensazione più ricorrente che ho provato è stata la paura di contaminare mio figlio. A me andava bene continuare ad allattarlo esclusivamente, e probabilmente sarei andata avanti ancora per un pochino se a Pietro non fosse venuta un’otite che ci ha fatto precipitare dalla pediatra e che alla domanda “Cosa mangia il bambino?” si è sentita rispondere “Il mio latte” – “Signora, il bambino ha otto mesi, non crede sia venuto il momento di iniziare con l’alimentazione complementare?”. Era arrivato il momento?L’idea di non essere più la sola e unica dispensatrice di nutrimento mi faceva soffrire. Lentamente ho abbracciato il cambiamento e ho accettato che era arrivato il momento di lasciare che Pietro iniziasse la sua avventura alla scoperta di nuovi gusti e consistenze. Ci siamo lasciati guidare dall’osservazione del bambino: gli piaceva prendere in mano il cibo dai nostri piatti e portare alla bocca i pezzettini che gli mettevamo a disposizione, le pappe e le verdure passate non facevano molto per lui e, a dirla tutta, neanche per noi. E così, un colpo di forchetta e un colpetto di tetta, ci siamo incamminati lungo strade lastricate di fusilli al pomodoro, risotti allo zafferano, pasta e fagioli, zuppe di farro e patate, pasta broccoli e pomodorini, conchiglie con le cime di rapa, frittate di zucchine e piselli, pizza alle quattro stagioni e focaccia di cipolle rosse!

A circa dieci mesi Pietro mangiava già autonomamente senza bisogno di aiuto. Non gli è mai piaciuto farsi imboccare, visto che da quasi subito ha afferrato in mano cucchiaio e forchetta e ha voluto mangiare da solo, con risultati a volte sorprendenti, a volte divertenti, a volte disastrosi, soprattutto per le pareti e per il pavimento! Oggi mangia prevalentemente con le mani e a volte si aiuta con le posate, e noi non gli togliamo certo il gusto di mangiare come piace a lui. Come gli piace di più, come lo fa stare meglio. Cerchiamo di arginare i danni e portiamo pazienza per gli incidenti di percorso: un piatto o un bicchiere rotto valgono bene la sua serenità a tavola.

Oggi Pietro ha 19 mesi e il suo rapporto con il momento del pasto è molto buono, alla faccia di tutti quelli che mi dicevano che se lo avessi allattato troppo a lungo non avrebbe mai mangiato e sarebbe stato schizzinoso, posso dire che è stato esattamente il contrario: Pietro mangia di gusto, gli piace assaggiare tutto quello che gli offriamo, è curioso e accetta sempre di provare tutto.

Noi, per parte nostra, gli offriamo di tutto senza mai forzarlo a mangiare ciò che non vuole. Non abbiamo mai utilizzato un linguaggio ricattatorio nei confronti del cibo. Non lo abbiamo mai forzato a mangiare qualcosa ad ogni costo. Se ha poca fame non lo obblighiamo a mangiare. Se ha tanta fame lo facciamo mangiare quanto vuole. Se vuole bere prima di pranzo lo facciamo bere. Se vuole intingere il pane nell’acqua glielo facciamo fare. Se ha finito di mangiare e vuole andare a giocare lo lasciamo libero. Mangiamo senza tv o radio accese. Cerchiamo di non discutere durante il momento del pasto. Cuciniamo tutti i giorni coinvolgendolo nelle attività di preparazione del cibo e della tavola. Se ha la febbre o qualche dente in arrivo e non ha fame rispettiamo la sua inappetenza. Se ha sonno ed è stanco è meglio che dorma, quando si sarà riposato mangerà meglio. Quando gli offriamo i cibi gli diciamo come si chiamano, gli facciamo notare il colore, il profumo, la consistenza e il sapore.

E voi? Come avete fatto con i vostri bambini?

Quello che ho letto in materia di svezzamento e autosvezzamento:

Io mi svezzo da solo – Lucio Piermarini – Bonomi Editore

Il mio bambino non mi mangia – Carlos Gonzales – Bonomi Editore

Svezzamento e allattamento – Jack Newman e Grazia De Fiore

Ragazzi a tavola! – Jesper Juul – Feltrinelli Editore

Un mondo di pappe – Sara Honegger – Il Leone Verde

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3 Responses to Autosvezzamento | un anno dopo

  1. Barba... says:

    >Proprio sta mattina stavo pensando ad un post sull'acquisuzione di autonomia di Matteo e su come mi sento io vedendolo diventare grande, spero di pubblicarlo presto. Per lo svezzamento io sono stata un pò più tradizionale, a casa siamo quasi tutti allergici ed avevo molta paura di come avrebbe reagito lui alla nuova alimentazione. Fino a 6 mesi allattamento a richiesta esclusivo (5-6 poppate di giorno e un altro paio la notte) poi pian pianino abbiamo introdotto i vari alimenti. Così fino ad un anno, poi mi sono rilassata (pare che il rischio di allergie sia minimo dopo l'anno) e Matteo ha mangiato quello che voleva. Una cosa che abbiamo sempre rispettato era il suo appettito, senza mai forzarlo. Del resto lui sa se ha fame o no, come faccio a deciderlo io. La pediatra è stata fantastica, mi ha aiutata con l'allattamento (per problemi di salute facevo molta fatica ad allattare ma siamo arrivati a 11 mesi) e con lo svezzamento mi ripeteva sempre "niente pappe industriali, solo prodotti di stagione e lasciate decidere a lui le quantità, voi preoccupatevi della qualità". L'ho sempre imboccato io, fino a quando non mi ha chiesto il cucchiaio e ha cominciato a mangiare da solo (intorno all'anno). Ha manipolato/pasticciato il cibo con moderazione ma credo abbastanza liberamente. Ora, a 26 mesi mangia benissimo da solo e se si sporca il musino si aiuta col cucchiaio a ripescare il cibo dal mento e se lo rimette in bocca; è divertentissimo guardarlo :)Mi dispiace solo che diventa sempre più difficile fargli mangiare le verdure che prima invece adorava. Ora pesce e formaggio e non vuole assaggiare niente di nuovo (da piccolissimo prendeva il cibo anche dalla mia bocca). Aiutoooo…

  2. Barba... says:

    >mamma quant'è lungo sto commento…scusa :p

  3. Glores says:

    >Anche Pietro prendeva il cibo dalla mia bocca! Beata te che hai avuto una pediatra così illuminata! La pediatra di base di Pietro ha iniziato a 6 mesi a martellare con la carne liofilizzata… e li ho adorato mio marito quando le ha chiesto "scusi ma come mai ci suggerisce la carne liofilizzata?" e la pediatra "eh perché a questa età non hanno ancora gli enzimi per digerire la carne fresca" e mio marito "e quindi se non hanno gli enzimi per digerirla, perché dobbiamo dargliela?" Appunto. Perché anticipare i tempi? Per le verdure mi sa che bisogna portare pazienza. Cambiano spesso gusti e magari è solo un momento di passaggio. ps. bellissima la tua grattugia a manovella… ne ho vista una ieri in un negozietto, mi sa che me la vado a prendere anche io!

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